Bon-ton: galateo convenzionale

Cosa hai visto di bello

Un obbligo ineludibile. “Cos’hai visto di bello” è LA domanda da fare-ricevere 1000 volte, a cui si deve assolutamente rispondere per mostrarsi informati e competenti, perché bisogna essere sul pezzo (di gres, naturalmente).

Per questo è caldamente consigliato prepararsi una risposta: se l’encefalogramma è piatto, si improvvisa citando 2-3 aziende che sono sicurezze evergreen, per concludere “era meglio l’anno scorso”. Poi si aggiunge necessariamente il meglio della propria con smaccato intento autopromozionale.

Peep-advisor

Per instaurare un proficuo cameratismo tra maschi, vanno sempre per la maggiore le recensioni su esemplari femmilili stimolanti e ragguardevoli. Due opzioni. A) se l’interlocutore è importante, lo si accompagna per un peep-tour con safari guidato tra i padiglioni alla ricerca dei succitati esemplari. B) Se l’interlocutore è ordinario, ci si limita a mostrare gli esemplari nelle adiacenze, illustrandone gli aspetti più convincenti anche con un piccolo dibattito.

Scrocc-advisor

Non si vive di solo amore per la piastrella, oltre allo spirito occorre alimentare il fisico. Dopo la crisi del 2008  c’è stata una svolta strategica che ha visto diminuire la generalizzata presenza in ogni stand di open-bar all-inclusive con consumazioni illimitate per chiunque, quindi per alimentarsi (rigorosamente a-gratis) occorre essere un po’ scafati.

Puntualizziamo che  a Cersaie mangiare pagando ai bar della Camst è un po’ da pischelli sprovveduti, non certo da Ceramista Anonimo d.o.c.g.

Negli incontri fieristici è regola di bon-ton scambiare informazioni e fornire recensioni qualificate sugli stand dove si può mangiare e bere a scrocco. E viste le interminabili giornate in fiera, aggiungiamo la pausa gelato e la happy-hour aperitivo.

Due opzioni. A) se l’interlocutore è importante, lo si accompagna per uno scrocc-tour con gourmet-safari guidato, introducendosi astutamente negli stand che offrono food and beverages di qualità, per poi trattenersi in amichevoli libagioni con l’ospite. B) Se l’interlocutore è ordinario, ci si limita a dare alcune dritte, magari approfittando di qualche occasione nelle adiacenze per un veloce cooling-break, anche se sono bollicine di Pignoletto e non di Franciacorta.

Ti trovo bene (ma chi è?) dove stai adesso.

Più la militanza tra i Ceramisti Anonimi è lunga, più aumenta il numero di ex colleghi, ex superiori, ex agenti, ex clienti, ex fornitori, ex concorrenti che si incontrano.

La scena tipica: incontriamo una persona che ci appare nota e ci saluta calorosamente.

Panico: i nostri neuroni sono in sciopero  e si rifiutano di collegare la faccia a un nome e un ruolo. Magari sono passati anni e nel frattempo il personaggio ha cambiato 4 aziende, ha perso i capelli, si è fatto il trapianto, la tintura,  è ingrassato/a dimagrito/a.

Di fronte potremmo avere un improduttivo signor nessuno, ma anche un signor qualcuno che ci apre opportunità di un bel business cotto e smaltato. O anche qualcuno che ci scambia per altri.

Se i più sfacciati chiedono “scusa non mi ricordo chi sei” normalmente la strategia è parlare di niente stando nel vago sperando che la conversazione ci dia un aiutino.

Sconsigliato “a casa come va” per evitare gaffe tragiche  o racconti dettagliati di tristi e onerose separazioni con allegata richiesta di prestito o di ospitalità.

Era meglio l’anno scorso

La frase fatta più “luogo comune” che esista e che non può mancare: per uno stand, un’azienda, il complesso della fiera. Le nuove proposte, le donne, il cibo. I più attenti la evitano accuratamente anche perché trasuda negatività e banalità, sul genere de “non ci sono più le mezze stagioni”.

Ma quando qualcuno fa qualcosa che veramente “era meglio l’anno scorso” allora dichiarerà con positiva fiducia “il meglio deve ancora venire”.

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