Food Experience 2021

“Ho visto cose che voi ceramisti non potreste immaginarvi. Direttori commerciali mangiare piadine all’ombra dei food truck. Lasagne a peso d’oro balenare nel buio alle porte del Centro Servizi. E tutti quei prosecchi perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”.

Dal punto di vista del food&beverage, Cersaie 2021 è stato un anno davvero inedito, specie per noi ceramisti-trekker abituati a compiere una sostanziosa magnalonga di 5 giorni.

Come il resto del Cersaie, anche l’organizzazione del catering la logica da zona rossa, gialla o bianca, spaziando dal digiuno penitenziale alle monoporzioni imbustate da astronauta, fino a situazioni autogestite che con le ore e i prosecchi si evolvevano nel tardo pomeriggio verso happening da happy hour aperitutto o atmosfere paesane da sagra della lasagna.

Resta innegabile che la quantità di alimenti erogati negli stand fosse globalmente insufficiente per la popolazione, che ha dovuto rivolgersi a risorse esterne.

Food truck

La strategica presenza di camioncini autogestiti disseminati nelle aree esterne ha permesso di sfamare gli affamati in sicurezza, diversificando l’esperienza gastronomica, dalla piadina al jappo-fusion, ma la palma dell’odore che ti ingrassa a respirarlo spetta al salsicciaio posto tra il parcheggio nord e l’entrata.

Self service

Storicamente snobbato ma nel 2021 brulicato dai ceramisti con alta densità abitativa. Cibo discreto e un caldo niente male.

Green space padiglione trentasette

Ambiente e menu gradevole, ben organizzato, pratico e veloce. Insomma ci è piaciuto. Unica cosa, un po’ sconcertante vedere che in tutto il mood green, il prato verde, la quinoa, le stoviglie riciclabili … poi tutti i rifiuti vetro carta plastica lattine finivano in un grande saccone nero e poi nel cassonetto. Vabbè dai l’importante è il pensiero. Green smashing.

Ristorante a la carte: sold-out (nel senso che i tuoi soldi se ne vanno)

Per mettere i piedi sotto a un tavolo apparecchiato, questo al piano sopraelevato nel centro servizi di via Costituzione sembra l’unica opzione. I coperti non sono tanti, ma sorprendentemente si trova posto. Forse perché per un primo secondo contorno acqua caffè (senza vino) andiamo sui 60-70 euri. Se aggiungiamo una bottiglia di lambrusco si sale a quotazioni da ristorante stellato. Un esempio di Marketing Selettivo.

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