Piastrel Media Manager

Non basta viaggiare per 5 continenti con campioni al seguito, tra extra-spessori sempre più pesanti e formati sempre più mostruosi (rendendo il campione 20×30 che portiamo in valigia del tutto inattendibile).

In aggiunta al lavoro “sul campo” sempre più aziende “suggeriscono caldamente” al povero ceramista anche l’impegno in attività digital, per favorire la propagazione sui canali social dei contenuti digitali dell’amato brand.

Oltre al fatturato e ai metriquadri, la direzione è fortemente determinata a crescere nei follower e nei like: è un fatto di prestigio personale, che impone la chiamata digitale alle armi di tutti gli uomini (e donne) 18-65 years old, invitati a dimostrare il loro attaccamento alla causa, non obbligatorio ma gradito.

Tra boomer appassiti, millennials rampanti e generazione zeta è inutile nascondere che il gap digitale tra vecchi facoceri, nonnine e zie della piastrella con i giovani leoni del gres può diventare drammatico.

Occorre fare gioco di squadra per dare visibilità ai messaggi aziendali. Dando per scontato Linkedin, il terrazzino di casa da cui il manager ceramico si affaccia sul mondo lavorativo, i bravi digital ceramisti andranno a propagare il verbo al di fuori dalla comfort zone dei propri social di riferimento, per avventurarsi nelle praterie digitali di  instagram, facebook, youtube, pinterest, houzz, twitter, ics o tiktok. 

Ad esempio possiamo riesumare la pagina Facebook ferma dal 2008: dopo la foto con il nonno sdentato, il sautè di cozze e il bagno Meridiano di Torre Pedrera entra a gamba tesa l’immagine roboante di un pavimento effetto travertino che cambierà le sorti del design mondiale. E adesso ci sono pure i reel e le stories: tra una gara di scoregge in Bulgaria e il gatto nuotatore della Corea, dobbiamo pubblicare il nostro invito alla Nirano Design Week: piastrelle, salse e borlengue.

#cersaie

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